Giu 232018
 

Da “La Nazione”. 30.05.2018

Un anno di molestie, poi la denuncia ai carabinieri. Il giudice gli proibisce di avvicinarsi ma non fissa i metri e lui ne approfitta per rifarsi sotto. “Ti auguro tutte le disgrazie possibili”. Arezzo, 30 maggio 2018 – «Auguro tutte le disgrazie possibili a te e alla tua famiglia. Buon Natale». Suonava più o meno così, nella notte più sacra dell’anno, un messaggio di auguri apparso sul cellulare di Monica. È uno degli oltre centro tra sms e WhatsApp che la donna ha ricevuto dal suo ex convivente nell’ultimo anno, oltre a telefonate, pedinamenti, appostamenti di fronte al supermercato dove lavora, minacce e offese su Facebook. Un inferno che Monica Ferrari vive insieme ai suoi familiari, presi di mira anche loro dall’uomo che un anno fa doveva essere definitivamente uscito dalla sua vita. Ma che invece continua a molestarla. Nel settembre scorso, assistita dagli avvocati Cristina Parnetti e Marco Panozzi, ha deciso di denunciare con un articolato esposto ai carabinieri e che oggi ha deciso di raccontare anche alla Nazione sperando che finalmente qualcosa si muova e qualcuno si prenda a cuore la sua delicata vicenda. Nella denuncia la donna ha indicato tutte le infinite vessazioni del suo stalker, l’uomo con il quale ha condiviso un pezzo importante della sua vita sentimentale. Da quando ha deciso di lasciarlo, nel giugno 2017, dopo un lungo tira e molla, lui non le ha dato più pace. L’uomo, originario di Arezzo, vive a Torino e, oltre alle molestie per via telematica, quasi ogni fine settimana torna in città e si piazza in un bed & breakfast a cinquanta metri da casa di Monica e da lì partono gli appostamenti, i pedinamenti, a volte anche le minacce e le offese. Per mesi, nonostante le denunce che nel frattempo sono diventate tre, nulla si è mosso. Poi Monica ha ceduto: lo stato di ansia e di paura continuo ha portato la donna ad essere curata più volte al pronto soccorso. Fino al precipizio: all’inizio di maggio i problemi di salute legati alle vessazioni continue si sono aggravati. Monica Ferrari è finita addirittura in rianimazione. Il ricovero, almeno, ha smosso le acque: il 16 maggio il giudice ha disposto per l’uomo il divieto assoluto di avvicinarsi e di comunicare con la ex. Tutto finito, direte. Nemmeno per sogno: l’ordinanza non è servita a fermare la persecuzione all’ex convivente. «Sabato scorso, dopo che sono stata dimessa dall’ospedale, sono uscita per fare una passeggiata con mia figlia Benedetta – racconta ancora scossa Monica Ferrari – fatti pochi passi da casa me lo sono trovato di fronte. Mi ha guardata senza parlare, sapendo che non avrebbe potuto farlo. Pensavo che l’ordine del giudice lo avesse fatto ragionare e invece sono sprofondata di nuovo nel mio incubo». L’arrivo delle volanti della polizia, un’altra denuncia e un ulteriore visita al Pronto soccorso ma il giudice di turno non ha voluto autorizzare l’arresto. «Nell’ordinanza non si specificano i metri di distanza ai quali si deve tenere – dà manforte alla mamma la figlia Benedetta – credevamo fosse un elemento che potesse dare forza al fatto che non dovesse farsi vedere.Ma se può liberamente prendere una stanza in un bed & breakfast a 50 metri da casa nostra in cui dalle finestre può osservare e spiare mia madre, a cosa serve quell’ordinanza?». Una domanda semplice. A cui in un paese civile non dovrebbe essere così assurdo non trovare una risposta.

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