Ott 222019
 

Da “Tg Padova”. 28.09.2019

Quindici giorni di prognosi per gli ematomi all’occhio e su tutto il corpo, punti di sutura sulla fronte che lasceranno un segno indelebile sul volto dell’avvocato Paola Vallerini. E’ stata buttata giù dalle scale dal marito di una cliente che segue nella controversa causa di separazione. Ieri mattina era passata a prendere la sua assistita a casa per accompagnarla dai Carabinieri a sporgere denuncia “dopo l’ennesima violenza inflittagli dal marito”, racconta l’avvocato tra le lacrime. “L’uomo era in casa, io sul pianerottolo, mi ha tirato un pugno e dopo mi ha spinta. Mi ha accusata di essere la causa di ogni suo problema e poi ha minacciato il suicidio”, la ricostruzione di quegli attimi di violenza inaudita.

Così Paola Vallerini diviene vittima anche lei della violenza dalla quale cerca di tenere lontano e salvare le sue clienti.

La incontriamo in un luogo nel quale ha trovato rifugio, ora ha paura di tornare a casa. “Si, potrei trovarmi quell’uomo davanti con tutta la sua rabbia”, dice mentre si pone mille domande. “Ho sempre detto ai miei clienti, uomini e donne senza differenza, di chiamarmi, di sfogarsi con me piuttosto che correre il rischio di fare sciocchezze. Ho sempre preferito stare accanto a chi chiedeva aiuto, rinunciando a molto ed accollandomi problemi che avrei potuto lasciare in ufficio. Se ho fatto bene? Non lo so più”, continua nello sfogo con fitte di dolore su tutto il corpo. Ma alla fine Paola Vallerini si ferma, si asciuga le lacrime, realizza: “La soddisfazione più grande? Quando qualcuno ti dice “…se non ci fossi stata tu….””.

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