Set 142019
 

Da “Studio 93”. 02.09.2019

Nel pomeriggio del 30 agosto la Squadra Mobile di Roma ha rintracciato ad Amelia (TR) il 32enne romano A.B., indagato per riduzione in schiavitù e gravi atti persecutori nei confronti della ex compagna, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari.

Le indagini, coordinate dai magistrati del Gruppo Antiviolenza della Procura di Roma e svolte dagli investigatori della IV Sezione della Squadra Mobile, specializzata nel contrasto alla violenza di genere, hanno accertato, in tempi rapidi, la particolare gravità dei comportamenti denunciati dalla vittima.

D’attività investigativa è emersa la spiccata pericolosità dell’indagato, già gravato da numerosi precedenti penali e con una personalità prepotente e aggressiva.

L’uomo, con gravi reiterate condotte violente, fisiche e psicologiche e minacce di morte, impediva alla compagna di uscire di casa e di avere contatti con i familiari, la picchiava selvaggiamente e, nel corso di uno dei suoi violenti sfoghi, ha lanciato il gatto domestico dalla finestra. Ha ridotto la donna in uno stato di sudditanza psicologica tale da costringerla a elemosinare, rubare e aiutarlo nello spaccio di stupefacenti, nonché a contrarre un fittizio matrimonio con un uomo extracomunitario in cambio di denaro, al fine di pagare i debiti contratti per la droga.

La donna, prendendo coraggio dall’esigenza di proteggere la figlia appena nata ed esasperata da una situazione sempre più insostenibile, ha deciso di chiedere aiuto al telefono rosa, ed è stata collocata in una struttura protetta.

L’incubo, per lei, non era però terminato. Alla fine del percorso di sostegno è tornata a casa e ha cercato di ricostruire la sua vita senza l’ex compagno, ma per l’uomo quella era una scelta inaccettabile.

A.B., in preda a una vera e propria ossessione, ha ricominciato a minacciare di ucciderla e di sottrarle la figlia per portarla lontano. La vittima, temendo seriamente per la propria incolumità e per quella della minore, si è così determinata a raccontare ai poliziotti la sua terribile e sofferta storia di violenza, durata più di dieci anni.

L’indagato, che già si trovava agli arresti domiciliari a seguito di una rapina, ha varcato nuovamente le porte del carcere e attualmente è detenuto presso la Casa Circondariale di Terni.

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