Ago 082016
 

Se una comunità, donne e uomini insieme,  si raccoglie intorno a un progetto che parla di violenza di genere, c’è speranza di cambiamento. Se un paese viene coinvolto in questo progetto, ogni luogo e ogni persona diventa partecipe, è attirata dal progetto, c’è speranza di cambiamento. Se poi il ricavato di uno spettacolo al quale si lavora per settimane,  a cui si dedica tempo e passione, viene devoluto in progetti di solidarietà, allora possiamo credere che il cambiamento sia già cominciato. Perchè non ci sono antidoti migliori contro la violenza di genere della consapevolezza, del senso di comunità (che è il contrario dell’isolamento in cui molto vittime sono costrette a vivere), della bellezza e della solidarietà. L’associazione culturale Trasimeno Teatro mette in scena, il 9 agosto, alla Rocca di Castiglion del Lago, lo spettacolo “Questo non è amore”, liberamente ispirato al testo di Serena Dandini, “Ferite a morte”. E’ una replica della messa in scena dell’8 marzo scorso, a Sanfatucchio, una prima che riempì il teatro di persone e le persone di consapevolezza ed emozioni. Ora l’associazione lo ripropone, con un allestimento più curato ed arricchito, con una preparazione partita molti giorni prima. Negli angoli del paese, sulle vetrine dei negozi, sono comparse scritte con le frasi che le attrici interpreteranno a teatro. Le attrici si sono fatte fotografare con le magliette che riportano la frase “L’ho uccisa perchè l’amavo”, che sottolineano proprio l’inganno che sta alla base del femminicidio: il potere, il senso di possesso che veste la maschera dell’amore per giustificare il gesto più tragico, togliere la vita a una donna per il solo fatto di essere donna. Brave queste donne che si mettono in gioco, bravi tutti, uomini e donne, che le hanno sostenute in questo percorso artistico che non può non essere anche un percorso emotivo e di consapevolezza. Le abbiamo viste l’8 marzo e ci siamo emozionate con loro. Le rivedremo il 9 agosto, per applaudirle ancora. Sia a marzo sia in questa occasione, il ricavato della spettacolo verrà devoluto a Libertas Margot. Con il contributo di marzo abbiamo concesso a una giovane donna vittima di violenza il nostro secondo prestito d’onore. Con il ricavato di questo spettacolo daremo il via a un nuovo progetto che stiamo strutturando con l’imprenditrice Caterina Calabresi e che speriamo di far partire presto. Con Caterina stiamo pensando a un progetto lavorativo “cucito” addosso alle vittime di violenza e per farlo partire ci servono, appunto, delle macchine da cucire, che speriamo di poter comprare presto. Un progetto che legherà, in questo modo, l’impegno, la passione e il talento artistico di donne ad altre donne, solo momentaneamente, lo speriamo, in difficoltà. 

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